Le cooperative sociali di tipo B nascono per favorire l’inserimento lavorativo di persone in situazione di difficoltà e, per questo, a rischio di emarginazione. Nel corso del 2016 La Sfera ha deciso di investire in un progetto di ricerca finalizzato alla valutazione dei percorsi di inserimento lavorativo (PIL) attuati negli ultimi anni con lo scopo di valutarne l’efficacia.
Tale ricerca è stata condotta da Simone Gaudagnin, corsista del Master in Gestione di Imprese Sociali (GIS) che ha svolto un periodo di stage in cooperativa. Nel condurre la ricerca, lo stagista è stato supportato da un board scientifico composto dalla dott.ssa Federica Sartori, Dirigente del Servizio Politiche Sociali del Comune di Rovereto, dal dott. Luca Salvaterra, consulente aziendale, dalla dott.ssa Bruna Penasa, Presidente della cooperativa, e dalla Responsabile Sociale di La Sfera dott.ssa Giulia Guidi. I membri della commissione hanno messo a disposizione le proprie competenze ed esperienze al fine di guidare lo studente nella conduzione del progetto di ricerca. La dott.ssa Sartori ha dunque portato il punto di vista dell’ente pubblico, mentre la dott.ssa Penasa e la dott.ssa Guidi quello della cooperativa La Sfera. Il dott. Salvaterra ha invece fornito una serie di strumenti di analisi ed interpretazione dei dati allo studente, indispensabile affinché lo stesso potesse giungere a risultati robusti e veritieri.
La ricerca condotta intende indagare rispetto a due aree diverse ma tra loro complementari. Nella prima fase ci si è concentrati sul punto di vista dell’utente e della sua percezione in merito all’efficacia del progetto di inserimento lavorativo che lo ha visto protagonista all’interno della cooperativa. Nella seconda fase invece ci si è focalizzati sull’analisi dei dati storici disponibili, ed in particolare sul grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati a monte, con l’intendo di analizzare l’efficacia dei PIL attivati da un punto di vista più oggettivo.

La prima parte della ricerca è stata condotta somministrando ad un campione composto da 23 dipendenti della cooperativa destinatari di un PIL (conclusosi o in fase di conclusione) un questionario suddiviso in dodici sezioni, compilato dagli intervistati con il supporto dello stagista.
Innanzitutto si è indagato rispetto al grado di soddisfazione complessiva dell’utente rispetto al PIL. Il 90% degli intervistati si dichiara soddisfatto del percorso di inserimento svolto presso La Sfera e, nello specifico, il 74% afferma che il PIL ha rappresentato un’esperienza del tutto positiva.
Concentrandosi invece sugli aspetti che caratterizzano il PIL quali l’accompagnamento della Rete dei servizi [1] (con incontri e verifiche di monitoraggio), la presenza di spazi di ascolto e confronto con il Responsabile Sociale della cooperativa, il supporto garantito dal Tutor di riferimento e la compatibilità del PIL con le caratteristiche personali del destinatario, più del 75% degli intervistati dichiara un buon livello di soddisfazione.
La ricerca inoltre ha indagato rispetto all’area dello sviluppo di competenze professionali; nello specifico si è voluto capirese i soggetti intervistati reputano che il percorso in cooperativa abbia fornito loro benefici di tipo professionale. Anche rispetto a questo tema le percezioni tendono ad essere positive: più della metà dei dipendenti dichiara che il PIL non solo ha permesso un consolidamento di competenze maturate durante esperienze di lavoro precedenti, ma anche un’acquisizione ex novo.
Ulteriori tematica d’interesse è rappresentata dallo sviluppo di relazioni interpersonali positive. I risultati mostrati dalla settima sezione evidenziano come l’ambiente di lavoro offerto da La Sfera sia generalmente positivo ed in grado di favorire lo sviluppo di competenze relazionali. L’indagine condotta dimostra inoltre come il percorso in cooperativa ha permesso al lavoratore di reinserirsi nel tessuto sociale: più del 60% degli intervistati inoltre è riuscito ad instaurare un rapporto di amicizia extra lavorativa con uno o più colleghi.
Il PIL ha inciso sul benessere economico del lavoratore? I dati raccolti dimostrano come più della metà dei lavoratori si è trovato nella condizione di riuscire a disporre di un reddito sufficiente per sé ed il proprio nucleo familiare.
Ci si è inoltre focalizzati sulla comprensione degli effetti del progetto sulla vita del lavoratore protagonista del PIL una volta conclusosi. Per misurare tale effetto si è chiesto agli intervistati di fare un paragone tra la situazione precedente e quella successiva allo svolgimento del percorso. In termini generali i dati dimostrano che il benessere complessivo dei lavoratori è aumentato (65%) e, tra tutti, l’aspetto dell’autostima e della fiducia in sé stessi è quello su cui il PIL ha avuto più influenza positiva.

Nel complesso la valutazione dell’adeguatezza dei PIL messi in atto da La Sfera e basata sulla percezione soggettiva di un campione di lavoratori protagonisti di tale progettualità ha evidenziato come la ventennale esperienza della cooperativa le consenta di perseguire la propria mission in modo efficace.

Ciò è a maggior ragione veritiero se si osserva il fenomeno anche da un punto di vista oggettivo. L’analisi dei dati storici riferiti al lasso temporale compreso tra il 2006 ed il 2015 e focalizzata sul grado di raggiungimento degli obiettivi dei vari PIL individuati dalla Rete dei Servizi insieme al dipendente conferma l’efficacia delle progettualità avviate. In particolare sono stati analizzati 47 PIL, ciascuno con durata minima pari ad un anno.
Le aree rispetto alle quali la Rete dei Servizi ha stabilito degli obiettivi perseguibili durante il percorso di inserimento lavorativo sono: il benessere materiale, lo sviluppo personale (educazione e competenze), le relazioni interpersonali, l’inclusione sociale, la capacità di autodeterminazione, il benessere fisico, la fruizione e tutela dei diritti ed il benessere emozionale. Gli ambiti rispetto ai quali la Rete ha lavorato maggiormente sono quelli del benessere materiale, area rispetto alla quale gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti (in modo più o meno completo a seconda dei casi specifici) nel 68% dei casi, dello sviluppo personale (87%) e del benessere emozionale (65%).

[1] Con “Rete dei Servizi” ci si riferisce al servizio sociale territoriale e/o servizio specialistico di riferimento, affiancato dall’azione del Responsabile Sociale.